La registrazione di un marchio non è strettamente correlata all'oggetto che si vuole proteggere, nel senso che un'azienda casearia avrebbe potuto registrare il marchio Biovegan ed usarlo per vendere una linea di formaggi! Siccome si sta muovendo molto attorno al mondo vegan e quando l'interesse aumenta crescono anche gli stimoli a fare business, abbiamo voluto prevenire eventuali malintenzionati. L'idea è nata per avere un marchio che potesse distinguere i prodotti che sono vegani secondo un rigido regolamento, non condiviso nemmeno da alcune associazioni vegane, consultabile nell’apposita sezione. Esso prevede che gli ingredienti, oltre a non essere di origine animale, siano anche biologici, non siano di sintesi, non provengano da deforestazione, non provengano da sfruttamento ambientale o animale (uomo compreso), e che anche il produttore sia vegano altrimenti significa che la scelta viene fatta solo a scopo commerciale e non come scelta consapevole. Il concetto di base è che, per esempio, se un’'azienda produce merendine senza strutto ma ci mette olio di palma (che arriva da deforestazione e quindi dalla distruzione di interi ecosistemi e dalla morte di migliaia di animali), poi usa cereali coltivati con metodo convenzionale (che uccide insetti, uccelli e piccoli mammiferi, inquina le falde ed i corsi d'acqua superficiali), concima i terreni con farina di pesce o fertilizzanti di sintesi, ecc., ebbene secondo noi questi prodotti non possono definirsi adatti ai vegani poiché sono ugualmente intrisi di sofferenza e morte.
Il marchio è registrato anche per le manifestazioni fieristiche poiché in passato abbiamo partecipato ad eventi "vegan" nei quali alcuni espositori vendevano cioccolato al latte o integratori che contenevano pappa reale e qualcuno di essi si ristorava con un panino al salame. La registrazione ha lo scopo di evitare l'uso di termini "vegan" e "bio" per publicizzare fiere che con il mondo vegan hanno poco in comune.

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